Un luogo magico, fragile e vivo
Chi visita Lama Monachile, la celebre cala nel cuore di Polignano a Mare, rimane senza fiato. Le pareti di roccia ocra calcarea, il ponte borbonico che domina la spiaggia e il mare color smeraldo creano uno scenario che sembra uscito da un dipinto. È il simbolo della Puglia, amato da viaggiatori, fotografi e poeti.
Lama Monachile e le alluvioni
ToggleMa dietro questa bellezza mozzafiato si nasconde un aspetto poco noto: Lama Monachile è anche un luogo vivo e fragile, scolpito dall’acqua, che nei secoli ha alternato momenti di quiete e improvvise manifestazioni di forza.

Cos’è davvero una “lama”
Il nome stesso lo racconta: “lama” in dialetto pugliese indica un solco naturale scavato dall’acqua piovana nel corso dei millenni.
Quando piove poco, la lama è solo una valletta secca, un corridoio di roccia che conduce dolcemente al mare. Ma quando arrivano temporali intensi, si risveglia il suo antico ruolo: quello di canale di deflusso delle acque.
Nell’intero polignano ci sono diverse lame estese per tutto il territorio, ma Lama Monachile, anche per via della sua centralità è quella più rinomata: molte di queste nascono anche 10-15km all’interno della murgia del sud-est barese, per poi sfociare nel Mar Adriatico.
Ecco perché Lama Monachile non è solo una spiaggia incastonata tra le rocce, ma anche l’alveo di un torrente carsico che può trasformarsi in un fiume improvviso, specie quando ci sono acquazzoni estivi o nei periodi invernali.
Perché qui avvengono le alluvioni
Negli ultimi decenni, il territorio intorno a Polignano a Mare ha cambiato volto: più strade, più costruzioni, meno spazi naturali in grado di assorbire la pioggia.
Così, quando arrivano piogge torrenziali, l’acqua scende velocemente dalle campagne verso la lama, trovando come unico sbocco la piccola cala di Lama Monachile.
Le pareti alte e strette della gola fanno il resto: l’acqua si concentra e prende forza, scorrendo sotto il ponte e attraversando la spiaggia come un torrente in piena.
È un fenomeno naturale, ma anche un promemoria: la bellezza di Lama Monachile è il risultato diretto del lavoro, a volte dolce e a volte violento, dell’acqua.
L’alluvione del 2017: quando la lama tornò a vivere
Il 12 settembre 2017, un temporale eccezionale colpì Polignano a Mare. In meno di un’ora caddero decine di millimetri di pioggia, e la lama si trasformò in un fiume marrone e impetuoso.
Le immagini fecero il giro d’Italia: l’acqua scendeva sotto il ponte come una cascata di fango, travolgendo la spiaggia e tingendo di terra il mare cristallino.
Non ci furono feriti, ma l’evento lasciò il segno. Gli esperti della SIGEA (Società Italiana di Geologia Ambientale) lo citarono come esempio emblematico del rischio idraulico costiero nelle zone carsiche della Puglia.
Da allora, Lama Monachile è monitorata con più attenzione: restano però valide le raccomandazioni di sicurezza in caso di temporali o allerta meteo, quando è meglio evitare di scendere in spiaggia.
Lama Monachile: un equilibrio da rispettare
Oggi la cala è di nuovo il luogo da sogno che tutti conosciamo. La spiaggia è libera, priva di stabilimenti e ombrelloni fissi: un piccolo angolo di natura autentica nel cuore di un paese che vive di turismo.
Ma Lama Monachile è anche un luogo da rispettare, non solo da ammirare. Ogni sasso e ogni onda raccontano una storia di equilibrio tra uomo e ambiente, tra mare e pioggia, tra calma e tempesta.
Un simbolo della Puglia vera
Lama Monachile non è solo un punto panoramico o una spiaggia: è una lezione di geografia e di umiltà. Ci ricorda che la natura non è mai ferma, e che la bellezza nasce proprio da quella forza invisibile che modella la terra, giorno dopo giorno.
Quando guardi il mare da sotto il ponte, pensa a questo: l’acqua che oggi ti rinfresca i piedi è la stessa che, un giorno di settembre, ha riempito tutta la cala.
E forse è proprio questa alternanza di quiete e tempesta che rende Lama Monachile il cuore più autentico e vivo della Puglia.